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Primo Maggio Roma: donne che perculano altre donne

April 23, 2019

Houston abbiamo in problema.
Anzi, Roma, abbiamo un problema. Italia, abbiamo un problema.
E il problema è che siamo un paese sessista, e dove il sessismo passa, ahimè, a volte anche per mano di chi quel sessismo lo subisce nella stragrande maggioranza dei casi, le donne nello specifico.
Ho lamentato, qualche giorno fa, la totale assenza di artiste soliste donne nel cartellone del Concertone del Primo Maggio di Roma. Nel mentre sono usciti altri nomi, e ovviamente sono tutti di uomini, come a voler sottolineare il problema.
Oggi c'è stata la conferenza stampa, in cui, in maniera cauta, l'argomento è stato risolto esattamente come lo aveva spiegato a me l'organizzatore Massimo Bonelli, “tutte le big contattate hanno detto di no per altri impegni”. Non ho motivi per non credere a Bonelli. Ma c'è un problema ancora più grave. 
Si parla di artiste big, ma nel cartellone ci sono tanti e tanti nomi che big decisamente non sono. E sono tutti di uomini.
Non bastasse, oggi una social media manager del concertone, evidentemente non contenta di lavorare in un contesto che non prende in considerazione la possibilità che ci siano artiste degne di calcare quel palco, se non perché parte di band, e anche lì, in un numero risibile, decide di fare il fenomeno, e pubblica un posto in cui si dice che il Primo Maggio di Roma è un festival a trazione femminile, sciorinando nomi e posizioni di quante operano dietro le quinte. Chiosando anche con un “In netta minoranza i maschietti”. 
Non sono un mitomane, ma in diversi mi hanno girato il post ritenendolo una risposta al mio articolo, per altro ripreso dall'amplificatore ben più grande di me Dagospia.
Faccio notare nei commenti che in effetti ci sono talmente tante donne dietro le quinte che in effetti sul palco non ne hanno lasciato salire nessuno. Da lì parte una diatriba con tale Eufemia Scannapieco, indicata come Social Media Design e Management. Prima dice che il mio hashtag #lafigalaportoio è imbarazzante e mi chiede di portare rispetto per chi lavora dietro le quinte. Poi, facendo notare come dietro quell'hashtag ci sia in qualche modo un movimento di cantautrici che da un paio di anni si muovono in giro per l'Italia, nonostante l'ostracismo di situazioni proprio come il Concertone del Primo Maggio di Roma, ho provato a far notare che il problema c'era ed era serio. Tra le varie risposte, però, la Scannapieco fa notare come le Big abbiano detto di no, e i contest siano stati in parte disertati da donne. Inducendo quindi a pensare che i maschi vengono chiamati direttamente, mentre per le donne la sola via sia il contest. Non contenta ha anche detto in un commento che le piace rispondere scherzosamente alle provocazioni, come fosse una dirigente qualsiasi dell'INPS, intenta a rispondere a Candy Candy Forza Napoli.
Io sono una persona che gioca spesso sull'ironia e l'autoironia. Ma qui non c'è nulla su cui scherzare.
Mi spiace, ma è una tragedia, altro che risposte scherzose.
Cioè, gli organizzatori del Primo Maggio ritengono che una Roberta Giallo, che l'anno scorso ha vinto il Premio dei Premi del MEI, dopo essersene portati a casa una buona porzione, o una Francesca Incudine, che ha vinto la doppietta Targa Tenco e Bianca D'Aponte, tanto per fare due nomi su tantissimi che si potrebbero fare, non siano big, e debbano quindi partecipare ai contest, mentre sono big Eman, La Rua, Bianco, Dutch Nazari, Eugenio in Via di Gioia, Fulminacci, Lemandorle, La Municipal, Pinguini Tattici Nucleari, e sia chiaro che nulla ho contro questi artisti che in buona parte stimo e seguo. 
Bene. 
E ritengono che il fatto che le artiste donne siano in generale meno presenti in tutti i contesti musicali, dalle classifiche ai festival, non sia frutto di una marginalizzazione, ma di un caso. Cioè che non ci sia un legame tra il fatto che loro non invitano donne e che quindi di donne ce ne sono meno in un cartellone che rappresenta la musica italiana, e il fatto che poi ci sono meno donne anche in altri contesti, proprio perché non prese in considerazione. 
Ancora bene.
Solo che a questo punto mi faccio una domanda.
Ma il Concertone del Primo Maggio di Roma non era organizzato dai sindacati?
E me ne faccio un'altra.
E non era trasmesso dal servizio pubblico, la RAI?
Perché credo che la discriminazione sessuale sia ancora ritenuta sconveniente, anche oggi che sembra ci si stia abituando un po' a tutto, anche a un Ministro dell'interno che mette alla gogna adolescenti sui social.
In attesa di capire se arriva qualche risposta seria, non scherzosa, a questa faccenda, faccio notare che io non scherzo affatto. Mai. Che se è necessario, come è successo nell'ultimo Festival della Canzone Italiana, posso mettermi qui a scartavetrare una per una le partecipazioni a questo Primo Maggio, andando a cercare magari connessioni e contiguità. 
Spiace dirlo, perché in Cartellone ci sono nomi che stimo molto, alcuni anche buoni amici, ma stavolta la situazione è tragica. Anzi, credo che buona parte degli artisti coinvolti, penso ai Negrita, a Motta, a Omar Pedrini, a Daniele Silvestri, a Rancore, a Ghemon, agli Zen Circus, dovrebbero dar prova di ulteriore sensibilità facendo propria questa situazione. Suggerirei loro di presentarsi sul palco vestiti da donne, ma verrei scherzosamente identificato per un provocatore.
O magari chiederei a La rappresentante di lista, che al corpo della donna ha dedicato proprio il suo ultimo bellissimo lavoro, Go Go Diva, di farsi portavoce di chi su quel palco non c'è arrivato, non certo per demeriti.
Io continuerò a starci sopra, con l'hashtag #LaFigaLaPortoIo, che è fastidioso e urticante e per questo funziona, e rompendo le palle come e dove posso. Non lasciamo le cantautrici da sole nel loro silenzio. 

 

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