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Viva Chiara Dello Iacovo, le streghe non bruciano mai per davvero

January 27, 2019

 

Non è certo la prima volta che mi trovo a sottolineare come la nostra discografia sia a un soffio dal cadere nel baratro. Lo faccio con tale costanza e dedizione che a volte, spesso, mi sembra quasi di essere la parodia di Savonarola finito in Non ci resta che piangere. 
“Ricordati che devi morire!”
“Mo me lo segno.”
Il fatto è, non imputate le colpe dei protagonisti di una storia a chi la racconta, che la discografia è in effetti a un soffio dal cadere nel baratro. Forse, ma su questo potremmo aprire il dibattito, è già caduta e chi racconta, cioè io, lo sta facendo mentre ancora il corpo non si è spiattellato al suolo.
Di prove, a supporto di questa tesi, ne ho portate tante e le sto portando da anni e anni. Più che Cassandra che come Savonarola.
Non sarà certo quindi il ripeterlo per l'ennesima volta che cambierà le cose, perché, temo, nulla si possa più fare. Sto qui che suono la lira mentre Roma è in fiamme.
Ma Roma è in effetti in fiamme. E se servisse una ennesima istantanea del momento in cui le fiamme sono lì, belle alte, beh, eccolo.
È uscito un album, un EP, o come si può chiamare oggi un lavoro che esca in streaming e che contenga otto tracce, e per la qualità della scrittura, per le capacità interpretative di chi queste otto tracce non solo ha scritto ma ha suonato e cantato,  per il valore artistico dell'intero progetto dovrebbe star lì, tra le strenne natalizie di una delle major, tra uno dei tanti repackeging spacciati per nuovi lavori, usciti tanto per far guadagnare certificazioni agli artisti, chiamiamoli così, che altrimenti col cazzo che avrebbero raggiunto quelle certificazioni, modo disonesto quanto pochi per sfruttare una fanbase miope. Invece, così gira il mondo quando l'impero crolla e Roma va in fiamme, l'EP o album che dir si voglia, esce per conto suo, tirato fuori dall'artista in questione direttamente sui canali di streaming. Si tratta di EPigrafe di Chiara Dello Iacovo, lo scrivo senza paura di essere smentito, una delle artiste più interessanti uscite in Italia negli ultimi quarantanove anni (da tanto vivo). Un lavoro, EPigrafe, che dimostra, ce ne fosse bisogno, che si può essere moderni, o meglio contemporanei e classici al tempo stesso, cioè che sia possibile usare una lingua, lirica e musicale, attuale, di oggi, e al tempo stesso in grado di reggere il confronto con un'epoca, quella passata, in cui la scrittura era una cosa seria, e anche l'ascolto della musica era una cosa seria.
Chiara Dello Iacovo, però, con EPigrafe giunta al secondo lavoro, non è solo una ottima compositrice, è una sorta di artista rinascimentale, che ha portato per un paio d'anni dal vivo quel suo essere animale da palcoscenico, nonché reale polistrumentista, altroché quella mezza figura della Michielin, prova ne sono i suoi video, sempre da seguire con particolare attenzione, densi e pregni come pochi altri oggi in Italia, si guardi all'ultimo Presunto decesso per credere. A fianco di tutto questo, e già mi sembra molto, moltissimo, c'è una capacità di leggere il nostro tempo assolutamente spiazzante se si tiene conto la giovanissima età di Chiara, fatto che consente alle sue canzoni di acquistare una sorta di missione altra, quella di veicolare un messaggio di decrittamento della realtà più unico che raro.
E visto che si parla di decrittamento della realtà, forse è il caso di prestare attenzione a almeno un paio di messaggi cifrati che sembrano essere lì, neanche troppo cifrati in questa anomala, anomala perché fatta in proprio a dispetto, mi ripeto, di una qualità davvero incredibile, uscita discografica. Il lavoro di Chiara Dello Iacovo, giunto dopo l'esordio sanremese di tre anni fa, si intitola EPigrafe. Da una parte, quindi, si gioca sull'essere un EP, fatto smentito dai numeri, perché con otto tracce oggi fai un album, non un EP, e dall'altro con l'idea di epigrafe, cioè scritta atta a ricordare un defunto. Dall'altro il singolo che accompagna l'uscita del tutto si intitola Presunto decesso. Come dire, non è che Chiara ci sta salutando? Non è che, artisticamente, abbia deciso di volersi togliere di mezzo? Non è, in sostanza, che si sia rotta le palle di un ambiente, quello della Roma in fiamme di cui sopra, che evidentemente non riconosce un talento come il suo ma che al tempo stesso spende eoni di parole per mezze figure del tutto inutili?
Me lo chiedesse, e lo ha fatto, glielo consiglieri. Le consiglierei, l'ho fatto, di andare avanti per la sua strada, ma senza flirtare con un sistema che non sa riconoscere l'oro, ma che si lascia abbindolare dalla bigiotteria. Lei, Chiara Dello Iacovo, le otto tracce del suo EPigrafe, a partire Presunto decesso, ma anche la strepitosa e spigolosa Nessuno sposta i piedi, Abitudine, e tutte le altre, è una artista che merita di essere seguita, e se deciderà di farla sotto altra forma, artistica o onomastica, noi staremo qui al suo fianco. 
Roma, nel mentre, continua a bruciare, e io a cantarne la fine, la lira in mano, i boccoli che scendono sulle spalle. Chiara Dello Iacovo non è morta. È più viva che mai, perché le streghe sanno resistere al fuoco. 

 

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