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Cantami Godiva, ovvero vi aspettiamo tutti a Roma all'Officina Pasolini il 12 dicembre alle 21

December 10, 2018

 

Quello che le donne non dicono. O quello che dicono, ma non in pubblico. Non più.
Dieci anni fa mia figlia maggiore, Lucia, ha cominciato a trasformarsi da bambina in ragazzina. Sono un padre moderno. Uno scrittore. Ma quando si tratta di figli, beh, sono un padre e basta. Allora mi sono iniziato a guardare intorno, e se di lavoro parli prevalentemente di canzoni facile che quell'intorno riguardi appunto la musica leggera. Ho iniziato a cercare cosa, nelle canzoni, potesse aiutarmi a spiegarle cosa le sarebbe successo di lì a poco. Non solo fisicamente, perché questo, magari, non ero io chiamato a farlo, privo di esperienza in prima persona. Quanto intorno a lei. Cosa significasse essere una donna, in Italia, oggi. Come comportarsi verso l'esterno e verso l'interno. Come affrontare il proprio corpo. 
Ecco, il corpo della donna. Iniziando a guardare con una certa attenzione alle canzoni italiane ho cominciato a vedere come il corpo della donna fosse praticamente assente. Quantomeno dal punto di vista delle donne. Un po' come, del resto, stava accadendo in tutto l'immaginario. Niente corpi. Solo sentimenti. E di conseguenza i corpi, gli unici corpi a essere rappresentati, erano i classici stereotipi da pubblicità. Donne sempre giovani, sempre in linea, belle di una bellezza preconfezionata, accoglienti. 
Come dire, in assenza di una controprogrammazione, cioè di fronte a una resa da parte delle cantanti e delle cantautrici, uscite di scena da una ventina d'anni quando si tratta di raccontarsi e di raccontare i propri corpi, l'unico corpo a disposizione è rimasto quello degli spot. 
Da queste considerazioni sono partiti alcuni dei progetti legati al femminile che ho sviluppato negli anni, da Anatomia Femminile al Festivalino. Ma, veniamo a noi, esattamente da qui è partito anche un evento che avrà la sua data zero mercoledì 12 dicembre alle ore 21, presso l'Officina Pasolini di Roma. Uno monologo, uno speech lungo, una conferenza informale, non saprei come chiamarla, che però è anche altro. Perché con me sul palco ci sarà Ilaria Porceddu, una delle poche cantautrici che sta provando a parlare di corpo e di femminilità, in barba agli stereotipi. E perché poi ci saranno degli ospiti, anzi, delle ospiti. Patrizia Laquidara, da poco tornata in tutta la sua bravura e femminilità con il suo nuovo album C'è qui qualcosa che ti riguarda. E La Rappresentante di Lista, che il 14 dicembre vedrà uscire il proprio terzo album, Go Go Diva, anticipato dal singolo Questo corpo, praticamente una sorta di concentrato di quel che il monologo in questione è. Non a caso il monologo che mi vede sul palco con Ilaria si intitola Cantami Godiva, contro i sentimenti per un ritorno del corpo, stesso riferimento al Lady Godiva del duo sicialiano. Con noi anche un terzo ospite, a sorpresa. 
Un'ora e mezza, poco più, di parole intorno a cantanti italiane e straniere, di note di cantanti italiane e straniere, per provare a sfilare le mutande al pop italiano, per mettere in evidenza un corpo. Per provare a dimostrare che avere un punto di vista, quello femminile, sul corpo, sul sesso, e più in generale sulla vita, non può che arricchire anche chi, come me, donna non è. 
Allora, visto che una data zero si nutre anche e soprattutto del pubblico che deciderà di andare a vederla così, a scatola chiuso, non esitate, venite da noi. Officina Pasolini di Roma, ore 21, il 12 dicembre. L'ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. Se non venite vi meritate le pubblicità delle creme antirughe con modelle di trent'anni che vi dimostrano come si può dimostrare bene i propri cinquant'anni.

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