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Tosca incanta con Sobral

October 17, 2018

 

Ho una ammirazione spropositata per Tosca, al secolo Tiziana Donati. Non è un segreto, e non è neanche l'oggetto di quanto sto per scrivere. Ma è un buon punto di partenza, perché la mia ammirazione sproposita per Tosca parte da un aspetto che, per chi fa musica e più in generale arte, Tosca è anche un'ottima attrice di teatro, dovrebbe essere centrale: in tutto quello che Tosca fa, adornianamente, cerca la verità, ma non solo, cerca anche costantemente la bellezza. Due aspetti che non sempre vanno di pari passo, perché la verità non necessariamente si sposa col bello, ma che con la grazia e soprattutto con un talento cristallino su cui ha lavorato con dedizione, come si dovrebbe fare con le cose che si amano, con l'amore in primis, Tosca riesce in questa impresa nobile e fuori dal tempo. Perché Tosca non si limita a aprire bocca e far uscire note come solo chi sa come maneggiare con arte uno strumento sa fare, Tosca studia, con la curiosità del flaneur ma anche con la tenacia del rabdomante, cercando suoni, canzoni, stimoli in giro per il mondo. Confrontandosi con artisti e colleghi che, in un mondo non dico giusto, ma anche solo decente sarebbero sulla bocca di tutti, acclamati come salvatori del mondo da questa apocalisse nella quale stiamo precipitando. Tosca insegna, poi, dettaglio non marginale, perché passare i ferri del mestiere alle giovani leve, contagiarli con la passione, è opera meritoria e altrettanto nobile.

Ma non è neanche questo l'oggetto di questo mio breve scritto. Perché mi piace scrivere, sono logorroico, massimalista, non credo sia una sorpesa, ma in certi casi riconosco apertamente che è meglio starsene zitti a ascoltare, e questo è uno di questi casi. No, l'oggetto di questo scritto è la canzone che trovate linkata qui sotto. La canzone che dovete correre a ascoltare, fare vostra. La canzone che dovete condividere, come si fa con le belle notizie.

Perché Tosca è una artista incredibile, lo ripeto. Ma se sentite questa versione di Amor pelso dois di Salvador Sobral adattata all'italiano da quell'altro incredibile artista che risponde al nome di Joe Barbieri, e non cadete in estasi come rapiti dalla sindrome di Stendhal, se non trasalite stupefatti per la naturalezza con cui Tosca canta, tecnicamente perfetta ma anche capace di comunicare vita e cuore, guardate come si passa la mano nei capelli e capite cosa intendo, gesto semplice come il verso di una poesia, se non vi alzate in piedi e scattate in un applaus al grido di “Più Tosca per tutti”, beh, non ho dubbi, c'è solo una spiegazione: siete morti...

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