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Simona Molinari balla da sola

March 30, 2018

 

Partiamo da una buona notizia, è uscito per Isola degli artisti Maldamore, nuovo singolo di Simona Molinari.

In realtà, i più pignoli avranno notato la disposizione precisa delle parole una dopo l'altra, di buone notizie ce ne sono due. 

Partiamo dalla più evidente, è uscito Maldamore, il nuovo singolo di Simona Molinari.

Passiamo poi alla meno evidente, almeno per chi non si occupi di musica, la Molinari esce per Isola degli Artisti, non per la Warner, sua storica etichetta discografica.

Ora, volendo subito scansare gli orpelli per passare alla ciccia, alla sostanza, sia messo agli atti che il fatto che la Molinari non sia più del roster Warner è una delle più rassicuranti notizie che chi scrive ha letto ultimamente. Non per altro, ma arrivata in quel contesto sotto Massimo Giuliano, quindi in una gestione diversissima dall'odierna, la cantautrice napoletana, abruzzese di cuore, era quello che banalmente si dice un pesce fuor d'acqua. La sua eleganza jazz, il suo inseguire canzoni fuori dal tempo, attenzione, non vecchie, proprio fuori dal tempo, come dovrebbero essere i classici, il suo essere una musicista colta prestata alle forme del pop nulla avevano a che fare con quella che si sta sempre più delineando come l'etichetta discografica di Benji e Fede e di quel genere lì, nato da Youtube e, ci si augura, presto destinato a scomparire anche da lì. 

Al suo fianco, va detto, anche nomi altrettanto fuori contesto, come un Vinicio Capossela o un Renzo Rubino, ma se la tendenza deve essere quella, forse è meglio camminare da soli, o per dirla con Bertolucci, ballare da sola.

Ecco, Simona balla da sola. E balla davvero. Perché chi ha visto il video che accompagna il lancio del brano si è trovato di fronte una Simona particolarmente solare, ironica, e ballerina. 

Il fatto è che Simona Molinari aveva davvero voglia di tornare a fare musica propria, dopo una lunga pausa che l'ha vista pubblicare un album di standard jazz, Casa mia, e portare in giro per l'Italia un fondamentale lavoro su Ella Fitzgerald. E l'ha fatto esattamente per come intende lei la musica, andando dritta per la sua strada, una strada che per nostra estrema fortuna nulla ha a che vedere con il modo con cui si intende fare musica oggi. 

Perché una cosa è evidente, anche ascoltando il pop swingato e leggero di Maldamore, Simona Molinari non ce la fa proprio a non marchiare a fuoco quello che fa, si tratti di portare in giro standard jazz, si tratti di mescolare elettronica e swing o, più semplicemente, di provare a dare una mano di smalto al cantautorato femminile italiano, che per lungo tempo ha pagato un tributo monolitico all'immaginario della “ragazza con la chitarra”. E dire che lei proprio una ragazza con la chitarra sarebbe, a voler pignoleggiare, almeno quando comincia a comporre e scrivere. 

Maldomanore, si diceva. Una canzone in cui Simona Molinari, cantante dalla voce d'acciaio e dall'immagine di porcellana, prova un po' a sparigliare le carte, mostrando un lato di sé un po' sbarazzino e vagamente irriverente, con quel “fa incazzare” posto a fine ritornello che, detto da lei, spiazza. Si tratta, ci ha detto Simona stessa durante una lunga chiacchierata, del singolo che anticipa di qualche mese l'uscita del nuovo album di inediti. Un album a tema, una sorta di Manuale d'amore che, canzone dopo canzone, vuole affrontare le varie sfaccettature del sentimento che più di ogni altro ha segnato la forma canzone. Un singolo movimentato, lo si è detto, che però non è destinato a farci ballare questa estate, perché nei prossimi mesi ne arriverà un altro. Tutte canzoni, ci ha garantito Simona, e perché non crederle, che sono nate senza tener troppo conto dell'oggi, se non in quella fascinosa formula che da sempre è il cavallo di battaglia della Molinari stessa, tradizione che usa suoni contemporanei, ma che dalla composizione tradizionale parte. 

Niente occhiolino fatto alla trap, per dire, né a quella modalità di ascolto che oggi sembra spopolare, lo streaming da asporto (vedi alla voce smpartphone e cuffiette). Niente scrittura che guarda agli anni Ottanta come ci si pone di fronte a un dogma, dando aprioristicamente per buono che tutto quel che è stato detto sia vero. Niente rap, semmai uno scat piegato all'italiano, operazione poi non così semplice, a pensarci bene. Una gran canzone, e non lasciatevi distrarre dal video, oggi necessario, questo sì è contemporaneità. 

Ma distrazione o non distrazione, come già detto in passato, la necessità di artisti come lei nel nostro panorama è oggi più che mai pressante, perché anche nel presentarsi con una canzone pop come Maldamore è evidente come esista un modo giusto e un modo sbagliato di fare musica, uno che prova a prendere scorciatoie e una che invece segue il percorso migliore, quello con la vista più bella, panoramica, e che consenta al viandante di prendere tutti i sounvenir del caso. Simona Molinari ancora una volta con Maldamore prende la strada giusta.

Anche oggi che balla da sola come la Liv Tyler di Bertolucci. 

Vogliatele bene.

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